D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 - Testo unico delle disposizioni legislative
e regolamentari in materia edilizia
La dizione "reati edilizi ed urbanistici" sta ad indicare un complesso normativo di
illeciti penali posti a tutela della salvaguardia del corretto assetto del territorio.
Dottrina e giurisprudenza riconoscono ai reati urbanistici natura permanente, anche se non
vi è unanimità di opinioni in relazione alla determinazione del momento della cessazione
della permanenza.
Direttore dei lavori è il professionista qualificato che, per conto del costruttore,
assume la direzione tecnica e la responsabilità delle attività che si svolgono in
cantiere.
Alcuni aspetti amministrativi collegati a questa tematica:
La normativa di settore (artt.27, 31, 32 comma 3, 33, 34, 35, 37 del Testo Unico
sull'edilizia recepito con D.P.R. n. 380/201), contempla forme di reazione differenziate,
calibrando la risposta sanzionatoria, per tipologia ed entità, in relazione alla gravità
dell'abuso perpetrato cui si riconnette evidentemente una diversa gravità anche del danno
arrecato agli interessi urbanistici tutelati.
Risulta fin troppo evidente che, in vista dell'applicazione della sanzione più
appropriata, in capo all'Autorità procedente non residua alcuna discrezionalità atteso
che, in ossequio al principio di tipicità degli atti amministrativi (da intendersi come
precipitato tecnico del principio di legalità), è chiamata a svolgere attività di stampo
prettamente ricognitivo.
Il T.U. Edilizia prevede, in relazione alla gravità dell'abuso, tre differenziate
tipologie di sanzioni: la demolizione, la sanzione pecuniaria, l'acquisizione gratuita al
patrimonio comunale o anche la confisca amministrativa, tutte strumentali rispetto alla
precipua funzione riparatoria dell'ordine urbanistico violato e tendenzialmente
applicabili in via alternativa ovvero consequenziale.
Per quanto concerne le opere che comportano un maggiore impatto sul territorio - cui si
correla in via ordinaria l'obbligo di subordinare l'esecuzione dell'intervento alla
disponibilità del permesso di costruire - il regime sanzionatorio contemplato dalla
richiamata disciplina di settore, si risolve tendenzialmente nell'applicazione della più
grave misura ripristinatoria dello status quo ante: qualora, viceversa, si tratti
di trasformazioni abusive del territorio di minore impatto, soggette al regime
abilitativo della D.I.A., la reazione sanzionatoria prevista dall'ordinamento (salve
ipotesi particolari) si esaurisce nell'applicazione di una sanzione pecuniaria. |