La colpa medica: la responsabilità del medico e di chi
opera nell’ambito della struttura sanitaria.
I nodi principali della materia sono la colpa professionale, l’omicidio
colposo, la condotta omissiva, il nesso di causalità, la posizione di
garanzia e l’obbligo di protezione, il consenso informato.
I casi più frequenti sono le errate esecuzioni di atti operatori, gli errori
di diagnosi, le omissioni di consenso informato.
Secondo dati 2005, in 20 anni di attività professionale 8 medici su 10 sono
sottoposti a inchiesta giudiziaria.
Secondo dati del 2010, l'errore medico è saldamente compreso tra il 40 e il 60%
e non è diminuito nel tempo nonostante il progresso tecnologico.
La giurisprudenza ha da tempo elaborato un sistema ad hoc in materia di responsabilità medica che rafforza la tutela del paziente, soggetto debole per definizione: in pratica desume in via presuntiva l'imputabilità dell'evento pregiudizievole alla condotta colposa del sanitario, sul quale ricade l'onere di provare di aver eseguito la prestazione con diligenza ossia che l'esito negativo dell'intervento è derivato da un evento imprevisto o imprevedibile.
In ogni caso il Servizio Sanitario può essere chiamato a rispondere del danno cagionato dal medico dipendente poichè la responsabilità di entrambi i soggetti ha radice nell'esecuzione non diligente o errata della prestazione sanitaria, per cui accertata la stessa risulta contestualmente verificata la responsabilità a contenuto contrattuale di ambedue.
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